Ultimo aggiornamento Mercoledì, 17 Guigno, 2009 11:13 

LA NOSTRA SCUOLA E IL PROGETTO QUALITA'

SOMMARIO
La storia del Progetto Qualità
Obiettivi, percorso e fasi del Progetto Qualità
Le nostre esperienze
I nostri prodotti
Progetto Qualità e autonomia

La storia del Progetto Qualità

Il Progetto Qualità nasce, a livello nazionale, da un’intesa tra il Ministero della Pubblica Istruzione e Confindustria e, a Milano, tra Provveditorato, Assolombarda e Provincia. Finalità di fondo risulta l’impostazione e la realizzazione di stabili collegamenti tra scuola e mondo imprenditoriale e produttivo attraverso scambi e apporti reciproci in termini di progettazione, impiego di metodologie e tecniche formative, conoscenze, risorse ecc. Il terreno sul quale si gioca la partita è quello dell’autonomia, di un forte raccordo con il territorio e di un’interazione puntuale e operativa con la società civile, il sistema economico, il mondo del lavoro.
Obiettivi di fondo del Progetto sono:
far uscire la scuola dalla sua storica e immodificabile situazione d’isolamento e autoreferenzialità e dal suo preminente ruolo di trasmissione di saperi teorici e conoscenze, contribuendo alla creazione e alla diffusione di una cultura dell’organizzazione e della pratica del fare e dello sperimentare;
aprire il sistema al confronto con altre realtà esterne;
far in modo che l’impresa si rapporti con il mondo dell’istruzione e della formazione;
realizzare un’offerta di qualità e d’alto profilo.
Il concetto di Qualità si è affermato nel mondo dell’impresa come corollario dell’esigenza di strutturare e diffondere una nuova cultura dell’organizzazione e del lavoro e nuove metodologie e tecniche, sia nell’utilizzo delle risorse sia nella definizione dei comportamenti.
Due sono i grandi principi su cui si basa la Qualità:
il riconoscimento del rilievo prioritario che assume la soddisfazione del cliente;
la ricerca continua del miglioramento della Qualità dei processi produttivi e dei relativi prodotti.
Con una visione strategica basata sul concetto di Qualità, si è realizzato un effettivo potenziamento delle capacità di corrispondere ai reali bisogni dell’utenza attraverso l’utilizzazione di metodi, processi, strategie più idonei, efficaci ed efficienti.
Occorre ricordare che la scuola, come Istituzione, è un sistema talmente complesso e articolato che non poteva non essere interessata ai principi della Qualità.

Obiettivi, percorso e fasi del Progetto Qualità (PQ)

Se il percorso della Qualità ha attinto le indicazioni e le esperienze di fondo dal mondo imprenditoriale, produttivo e dei servizi, questa scelta non si è configurata come un semplice e automatico trasferimento di tecniche e strumenti di lavoro elaborati in una realtà diversa. In altri termini, nessuna colonizzazione da parte di nessuno ma accoglimento e interpretazione di procedure, metodi e tecniche provenienti da un’altra dimensione e verifica della valenza e degli esiti in chiave di formazione e di miglioramento dei servizi scolastici. Il PQ è stato elaborato come proposta di un percorso di ricerca-intervento, che, avendo ben chiare le finalità e la specificità dell’organizzazione-scuola, favorisse un’analisi critica dei modelli culturali e operativi applicati, per individuarne i difetti e per progettare la loro graduale eliminazione attraverso il confronto tra esperienze diverse.
Il PQ è, quindi, una proposta di un metodo e di un percorso di ricerca, rivolto ad uno specifico istituto scolastico, che promuove la partecipazione attiva dei soggetti operanti nel suo interno riuniti in un gruppo di lavoro.
I due momenti più qualificanti del PQ sono l’analisi e la progettazione.
La prima consente, da una parte, di individuare i punti deboli dell’erogazione di un servizio e le cause che provocano tale disfunzione.
Tra di esse verranno isolate quelle più significative ma anche più aggredibili con le risorse a disposizione. La frequente misurazione permetterà di superare convinzioni soggettive e di conferire rilevanza obiettiva all’impegno e attendibilità alle iniziative intraprese che non hanno, per altro, carattere definitivo ma progressivo.
La progettazione, invece, è il momento della sintesi nella quale convergono gli apporti forniti dall’analisi, i processi logici di razionalizzazione, la suddivisione del lavoro, la ricognizione delle risorse, la previsione dei tempi e delle scadenze, il continuo impiego di metodi statistici e di tecniche di rappresentazione.
In definitiva, il PQ ha come obiettivo primario quello di avviare un percorso di ricerca e di applicazione di una metodologia d’intervento riferita all’erogazione del servizio formativo, che garantisca il miglioramento continuo dell’efficacia e dell’efficienza del servizio stesso.
Come tutti i progetti sperimentali, anche il PQ ha subito nel tempo una sua evoluzione, da un primo percorso formativo ad uno strutturato sulla base delle esperienze accumulate nella fase d’avvio.
Attualmente, il PQ prevede fasi differenti, ciascuna delle quali è caratterizzata da un diverso livello d’ampliamento e approfondimento delle tematiche affrontate e delle relative competenze acquisite. La prima prevede un momento di sensibilizzazione alla cultura della Qualità (fase 1), la seconda l’acquisizione di un metodo (fase 2), la terza la realizzazione del Sistema Qualità (fase 3), con riferimento alle norme UNI ISO EN 9000.

Le nostre esperienze

La nostra scuola partecipa al progetto dall’anno scolastico 1995/96, dal momento in cui il Provveditorato agli Studi di Milano ha avviato il percorso sperimentale e ha finora completato le fasi 1,2,3 per avviare negli ultimi due anni un’ulteriore esperienza sperimentale, fondata su di un progetto assistito di benchmarking sulla Customer satisfaction, ancora in corso.

I nostri prodotti

Dopo aver affrontato, nel corso del primo anno, le tematiche di sfondo del PQ, chiarendosi e convenzionando al proprio interno concetti come cliente, servizio, organigramma, efficacia, efficienza, monitoraggio ecc., il Gruppo Qualità della scuola ha affrontato, in concreto, la messa a punto di un primo progetto di miglioramento, utilizzando gli strumenti via via proposti dal Polo Qualità di Milano (Schede A, B, C). Il contenuto sul quale sperimentare il miglioramento è stata l’organizzazione degli incontri tra i nostri studenti di terza e i docenti delle scuole superiori in vista della scelta della prosecuzione degli studi. In realtà, il progetto messo a punto non si è limitato a favorire una scelta consapevole della scuola superiore, ma tendeva a fondare la capacità d’autoanalisi da parte dei ragazzi e la coscienza dei meccanismi di una scelta consapevole. Il progetto è stato, in seguito, applicato ogni anno da tutti i colleghi impegnati nell’attività d’orientamento delle terze.
Acquisite sicurezza e capacità di progettazione, il Gruppo ha steso l’organigramma della scuola, individuando gli organismi che agiscono al suo interno con relative funzioni, componenti e rapporti di potere.
Ci si è cimentati, quindi, nella stesura di una serie di specifiche e procedure che mettessero in luce le fasi dell’erogazione di alcuni servizi, sottolineando operazioni, tempistica, risorse, responsabili, strumenti di controllo. Le procedure realizzate riguardano l’utilizzo e il controllo del laboratorio d’informatica, le uscite didattiche, le iscrizioni alla classe prima.
Nel frattempo il Gruppo Qualità realizzava, con la collaborazione della commissione POF una serie di questionari di soddisfazione riguardanti i docenti, i genitori, gli allievi.
Le ultime attività, nell’ambito dell’esperienza di benchmarking, hanno spostato leggermente la prospettiva dall’analisi della soddisfazione a quella delle aspettative degli utenti, per cui è stato messo a punto un questionario ad hoc che verrà somministrato ai cosiddetti clienti-partners per essere, in seguito, incrociato con i risultati della somministrazione dei questionari di soddisfazione. Tale procedura permetterà di individuare i settori dove si “dà meno di quanto ci si aspetti” ma anche quelli in cui si “dà di più di quanto richiesto”.

Progetto Qualità e Autonomia

Il Progetto Qualità va messo in stretto collegamento con l’Autonomia, vale a dire con una visione della scuola come soggetto autonomo sul piano didattico, organizzativo, finanziario e gestionale che svolge il proprio ruolo e attende al proprio compito con senso di responsabilità, ottimizzando il proprio impegno e confrontando i risultati con gli obiettivi prefissati. La scuola, allora, non è più la parte terminale di un sistema piramidale, rigido, burocratico, attento più agli aspetti formali che a quelli sostanziali della gestione e anche il personale assume una diversa posizione e rilevanza. Ogni scuola elabora e costruisce la propria cultura e dimensione organizzativa, le proprie regole, comportamenti, rapporti, stili.
In tale scenario si può comprendere quale specifica rilevanza assuma la Qualità nelle sue linee d’impianto e nella sua fase applicativa. Se negli anni passati il Progetto qualità ha significato un modo nuovo d’intendere il sistema scuola, oggi deve apparire come uno strumento fondamentale ai fini dell’attuazione reale e concreta dell’Autonomia.
Nella scuola dell’Autonomia è importante recuperare ciò che il Progetto qualità ha fino ad ora permesso di realizzare. In regime d’autonomia progettuale, programmatoria e operativa, si passa, infatti, dalla scuola che adempie prescrizioni ad una scuola che agisce in prima persona e rende conto del proprio operato e dei risultati ottenuti agli interlocutori interessati (famiglie, società, livelli istituzionali ecc.).